| Lactarius torminosus (Sch.:Fr.) S. F. Gray |
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Cappello: fino a 12 cm, inizialmente convesso poi piano ed infine depresso, ricoperto da una peluria vistosa soprattutto al margine, di colore rosa, rosa-arancio con zone concentriche più scure; margine a lungo involuto e villoso. Lamelle: assai fitte, leggermente decorrenti, bianco-rosate. Gambo: 6 x 3 cilindrico, slanciato o anche fusiforme, concolore al cappello, a volte con degli scrobicoli. Carne: bianco-rosata. Odore leggero di geranio. Lattice bianco immutabile, arancio con la potassa, molto acre. Habitat: simbionte delle betulle, estate - autunno. Commestibilità: velenoso. |
| Viene volgarmente chiamato "peveraccio delle coliche" per i disturbi di carattere gastrointestinale che provoca; può essere scambiato per i Lactarius del gruppo Dapetes, tutti commestibili, che hanno si colori aranciati, ma lattice di colore rosso arancio o rosso sangue alla frattura e non bianco come la specie descritta. Mentre tutti i paesi del centro e sud Europa considerano questa specie velenosa, essa viene consumata nei paesi nordici, Finlandia in modo particolare, dopo un trattamento preventivo di bollitura, che sembra eliminare le sostanze tossiche e la forte acredine. Questa usanza è simile a quanto avviene in alcune regioni del sud Italia dove vengono consumati dei Lactarius a lattice molto acre come Lactarius tesquorum, Lactarius piperatus ed altri. |
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