| Lactarius sanguifluus (Paulet: Fr.) Fr. - Fungo del pino - Fungo del sangue |
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Cappello: 8-12 cm, dapprima fortemente involuto, quindi disteso e più o meno depresso al centro; margine lobato; cuticola rossastra, marcata da evidenti zonature concentriche più chiare, rosate o crema rosate; nell'adulto possono comparire anche dei toni verdi abbastanza accentuati. Lamelle: fitte, intercalate da lamellule, di un caratteristico colore rosa-vinoso. Gambo: tozzo e cilindrico, 4-6 × 2-3 cm, internamente cavo; superficie rosata, provvista di scrobicoli di colore rossastro vinoso anche assai cupo. Carne: consistente, rosso vinoso, biancastra nel centro del gambo; lattice rosso vinoso o rosso sangue fin dall'inizio, di sapore amarognolo; odore caratteristico, analogo a quello degli altri lattari a lattice colorato. Habitat: cresce in autunno come simbionte obbligato di varie specie di pino; non comune. Commestibilità: buon commestibile. |
| Lactarius sanguifluus si discosta nettamente dalle altre specie di lattari a lattice colorato qui trattate a causa della colorazione rossa fin dall'inizio del suo lattice; sezionandone una parte è subito evidente la presenza di questo umore colore del sangue (da cui il nome) nella carne. Un suo simile, a crescita però mediterranea e dunque assente in Trentino, è Lactarius vinosus, anch'esso con lattice rosso dall'inizio. Lactarius semisanguifluus, non descritto in queste schede e poco diffuso in Trentino, avrebbe invece un lattice inizialmente di color carota che tende nel giro di alcuni minuti a virare al rosso vinoso. In Italia il consumo dei lattari è tradizionalmente limitato alle sole specie a lattice rosso o arancio, oltre a Lactarius volemus (cfr. relativa scheda). In altri Paesi europei il consumo è invece esteso a tutte le specie con sapore mite, o addirittura a molte di quelle a lattice acre, in questo caso dopo trattamento preventivo di bollitura. |
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