| Entoloma clypeatum (L.: Fr.) Kumm. |
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Cappello: fino a 10 cm, conico-campanulato o convesso, poi spianato fino a depresso, ondulato ed irregolare; superficie igrofana, liscia, leggermente untuosa, con colori variabili da ocra-grigio a bruno-fuliginosi e con la presenza di fibrille innate sericee. Margine involuto, sottile, lobato e sovente con fenditure radiali. Lamelle: poco fitte, smarginate, bianco-grigie, poi rosa, bruno-rosa a maturità; filo denticolato. Gambo: 10 - 15 x 1 - 2, cilindrico, ma spesso sinuoso deforme, bianco poi grigio-brunastro, fibrilloso, pruinoso in alto. Carne: bianca. Odore e sapore di farina. Habitat: piuttosto comune, gregario o cespitoso, simbionte di alcune Rosaceae, preferibilmente piante fruttifere (meli, peri, susini......) in primavera. Commestibilità: commestibile. |
| Tipico primaverile a crescita abbondante, è uno dei pochissimi Entoloma commestibili; nella stessa sezione, sempre legati alle Rosaceae troviamo, più esile e a colori più grigi nelle lamelle e sul gambo; E. sepium dal cappello quasi bianco con fiammature rossastre; E. saundersii dall'aspetto più tozzo e con fibrille argentee nel cappello. Il consumo della specie descritta è possibile a patto che il frutteto in cui è stata raccolta non abbia già subito trattamenti anticrittogamici od antiparassitari; per questo motivo se ne sconsiglia il consumo in caso di dubbia provenienza. Si ricorda inoltre che il genere Entoloma comprende numerose specie sia primaverili che autunnali da considerare tossiche, come E. rhodopolium ed E. lividum. |
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