| Cortinarius orellanus Fr. |
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Cappello: 4-8 cm, inizialmente convesso, quindi spianato, con largo umbone ottuso al centro; superficie fibrilloso-feltrata, granulosa sotto la lente, di colore rosso mattone, fulvo aranciato. Lamelle: uncinate, abbastanza spaziate, larghe, color ruggine. Gambo: 5-9 × 1-2 cm, da bianco giallastro a fulvastro, più pallido del cappello, fibrilloso. Carne: biancastra, con odore rafanoide. Habitat: boschi di latifoglia piuttosto caldi, soprattutto sotto quercia o castagno. Commestibilità: velenoso mortale. |
| Cortinarius orellanus è una specie non comune in Trentino, poiché predilige boschi piuttosto caldi, tipici di zone più meridionali; è stato tuttavia rinvenuto in più località, eccezionalmente anche in boschi con prevalenza di conifere. È una delle due specie europee responsabili della sindrome orellanica, che con quella falloidea condivide il record di pericolosità. I sintomi dell'avvelenamento causato da questo fungo possono insorgere a distanza di addirittura 15 giorni dal consumo: durante questo lasso di tempo le tossine in esso contenute possono causare danni irreversibili ai reni della vittima. Chi ha consumato questo fungo lo ha confuso in genere con altre specie di dimensioni medie o piccole e dai colori brunastri; non sono da escludere, per i raccoglitori più sprovveduti, confusioni con le specie del genere Armillaria (chiodini). |
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