Amanita verna
(Bull.: Fr.) Lamarck

Amanita phalloides (Vaill.: Fr.) LinkAmanita virosa (Fr.) Bertill.

Amanita verna

 

Cappello: fino a 10 cm, inizialmente emisferico, poi convesso, infine spianato; sericeo quando asciutto, di colore bianco o leggermente ocraceo soprattutto al centro; margine liscio e sottile.

Lamelle: fitte, libere e bianche, con numerose lamellule.

Gambo: 8 - 10 x 2 cm, cilindrico-clavato con evidente bulbo ovoide alla base; pieno inizialmente, poi farcito e cavo a maturità, bianco e pruinoso; anello bianco e membranoso, situato in alto all'inserzione delle lamelle; volva membranosa, avvolgente il bulbo, libera all'orlo.

Carne: bianca; odore inizialmente nullo poi sgradevole.

Habitat: querce e castagni, isolato o gregario, prevalentemente in primavera.

Commestibilità: velenoso mortale.

Il nome specifico indica il periodo di crescita di questo fungo mortale, che predilige climi caldo-umidi; è presente, anche se non molto diffuso nei paesi dell'area mediterranea, raro nel centro-nord Europa. Questa specie è stata nel tempo ed ancora oggi diversamente interpretata, chi la vuole come una forma bianca dell'A. phalloides, chi la sinonimizza con A. virosa; oggi la maggioranza dei micologi la considera come entità specifica e noi concordiamo con questa interpretazione: aspetti morfologici, cromatici e chimici la separano dale altre due amanite, con le quali condivide però l'estrema pericolosità per la presenza degli stessi principi tossici. L'habitus bianco e le dimensioni abbastanza contenute possono ricordare funghi commestibili dei generi Agaricus, Macrolepiota, Leucoagaricus (generi senza volva!); pertanto si consiglia di non fare mai delle determinazioni basate su pochi caratteri, ma di verificare sempre la presenza di tutti quelli che definiscono con certezza un genere ed una specie.

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