Albatrellus confluens
(Alb. & Schw.: Fr.) Kotl. & Pouz.

Hydnum repandum L.: Fr. -Steccherino doratoAlbatrellus ovinus(Schaeff.: Fr.) Kotl. & Pouz. - Fungo del pane

Albatrellus confluens

 

Cappello: 5-15 cm, di forma estremamente irregolare, con margine sempre più o meno lobato; cuticola asciutta, opaca, di colore crosta di pane, giallognola, giallo aranciata nelle forme più colorate.

Imenoforo: tubuli molto brevi, di pochi millimetri di lunghezza, bianchi; pori concolori, minutissimi e quasi invisibili ad occhio nudo, se non negli esemplari adulti.

Gambo: 3-8 × 2-5 cm, tozzo e carnoso, spesso in effetti concresciuto con quelli degli esemplari vicini, eccentrico; superficie biancastra.

Carne: bianca, molto soda, quasi coriacea negli esemplari completamente sviluppati; odore poco significativo, sapore un po' amarognolo soprattutto negli esemplari adulti.

Habitat: terricolo, soprattutto sotto pino, ma anche sotto abete rosso o altre piante, in estate-autunno; specie comune che forma nella sua crescita dei gruppi molto numerosi, che ne rendono possibili raccolte molto abbondanti.

Commestibilità: commestibile, ma scadente per il consumo da fresco; molto adatto al contrario per la conservazione sott'olio o sott'aceto.

Sono pochi i polipori adatti al consumo, dal momento che nella maggior parte dei casi si tratta di funghi dalla consistenza assai coriacea, e dunque indigesti. Un'eccezione degna di nota è costituita dai cosiddetti "funghi del pane", ovvero tre specie del genere Albatrellus (la presente ed inoltre Albatrellus ovinus, descritto in un'altra scheda, ed Albatrellus subrubescens), che trovano un ruolo di primo piano nelle conserve di funghi sott'olio o sott'aceto: la loro consistenza infatti, più soda rispetto alla totalità dei funghi a lamelle e dei boleti, ma non ancora coriacea, li rende particolarmente gradevoli al palato. Hydnum repandum potrebbe essere facilmente confuso con questa specie, nel caso il raccoglitore non osservi con attenzione la superficie imeniale, in quel caso formata da aculei. Lo scambio non avrebbe comunque conseguenze gravi, viste le analoghe caratteristiche di commestibilità di quella specie.

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